Sotto la crosta che crediamo solida, immutabile, l’antico sussurro del fuoco che ancora brucia… Così il National Park Service, in una frase che non potremmo ritenere più azzeccata, descrive le meraviglie geologiche del Lassen Volcanic National Park. Un coacervo unico al mondo di laghi alpini, foreste incontaminate, panorami modellati dal vulcanesimo e violenti fenomeni geotermici: un contrasto particolarissimo tra ciò che sta sopra, che conosciamo, che apprezziamo per la sua bellezza, e il violento mondo di sotto, un “sussurro” pronto a sconvolgere il fragile equilibrio di questo angolo poco conosciuto della California…
22 maggio 1915. Quella che oggi appare come una maestosa montagna innevata esplose in maniera improvvisa, dando il via all’unica eruzione vulcanica del Novecento su territorio americano, insieme al monte St Helens.
Migliaia di metri cubi di cenere vulcanica, lapilli “incendiari” ed enormi massi vennero scagliati a chilometri di distanza dalla furia del vulcano. Un disastro le cui conseguenze sono visibili tutt’oggi, a distanza di oltre un secolo.
Eppure, l’ultima eruzione del Lassen Peak non è stata di certo, nel corso della storia, l’unica manifestazione dell’enorme camera magmatica sottostante uno dei parchi più affascinanti e unici del Nordamerica.
Un tempo ospitante l’enorme mega-vulcano Tehama, il territorio che oggi rientra nel Lassen Volcanic National Park è frutto ed espressione di millenni di frenetica attività vulcanica.
Un precario equilibrio, tra ciò che vediamo e ciò che possiamo solo immaginare, che ha dato vita a ecosistemi unici nel loro genere, a un’accozzaglia delle più strane e particolari formazioni geologiche che possiate immaginare, a un territorio ricco di fascino e di un po’ di mistero.

Un parco unico nel suo genere: la California “vulcanica” in poche miglia
Il Lassen Volcanic National Park è uno di quei luoghi che raccontano la geologia meglio di qualunque libro. Qui, in un’area relativamente raccolta, convivono tutti e quattro i principali tipi di vulcani: scudo, cono di scorie, stratovulcano e duomo di lava. È un caso raro, non solo negli Stati Uniti, e rappresenta uno dei motivi per cui il parco viene spesso definito un “micro–Yellowstone” californiano.
A differenza di altri parchi più celebri e affollati, il Lassen conserva un’atmosfera più selvaggia e silenziosa, che permette di osservare fenomeni geotermali attivi senza la sensazione di trovarsi in un luogo eccessivamente turistico (noi eravamo letteralmente da soli!). Le fumarole, i soffioni di vapore e le pozze di fango di aree come Sulphur Works e Bumpass Hell testimoniano che il territorio è ancora vivo, modellato da processi che continuano indisturbati sotto la superficie.
Accanto al lato più “primordiale”, il parco offre ambienti completamente diversi, dalle foreste di conifere ai laghi d’altura dal colore quasi glaciale. È proprio questa varietà a rendere unico il Lassen Volcanic National Park: in poche miglia si passa da bacini ribollenti di zolfo a praterie tranquille, da aspri pendii rocciosi a specchi d’acqua perfettamente immobili.
Per chi viaggia in California, inserirlo in un itinerario significa conoscere un volto meno scontato dello Stato, lontano dalle coste iconiche e dalle grandi città. Qui la protagonista è la natura nella sua forma più essenziale, capace di ricordare quanto il paesaggio californiano sia vario e sorprendentemente diverso da quello a cui siamo abituati.

Un giorno lungo la Scenic Highway: itinerario “tematico” attraverso il Lassen Volcanic National Park
Percorrere la Scenic Highway 89 all’interno del Lassen Volcanic National Park è un’esperienza che permette di attraversare ambienti estremamente diversi in poche decine di chilometri: dalle fumarole ribollenti alle tranquille praterie alpine, dai laghi turchesi alle aree devastate dall’eruzione del 1915. Questo itinerario di un giorno è pensato per chi vuole vedere le principali attrazioni senza fretta, ma sfruttando ogni sosta per osservare, camminare, fotografare e assaporare la straordinaria natura del luogo, vera protagonista di questo angolo d’America.
Noi abbiamo percorso la Scenic Highway da sud a nord, provenendo da San Francisco (si, è fattibilissimo in giornata, mettendo in conto di partire molto presto e tornare molto tardi!) e iniziando la visita con la sosta al Kohm Yah-mah-nee Visitor Center, essenziale per rifornirci d’acqua, fare due parole con i ranger e (perché no!) acquistare qualche simpatico gadget del Parco.
💡Gli acquisti che farai presso uno dei due Visitor Center serviranno in larga parte per finanziare gli sforzi della Lassen Foundation nella preservazione degli ecosistemi del parco, in particolare del simpaticissimo pika americano!

Sulphur Works: la terra che sospira
⏳ Tempo di visita consigliato: 20 minuti
La prima tappa che si incontra, entrando da sud, è la zona di Sulphur Works, una delle aree geotermali più accessibili del parco. Subito, ci colpisce la consapevolezza che il Lassen è un territorio “vivo”: il terreno mormora, il fango ribolle e dall’acqua calda del Sulphur Creek si solleva un vapore che porta con sé l’odore pungente dello zolfo. I colori ocra, gialli, rossi e occasionalmente verdi del terreno, dovuti all’acidità, alla presenza di ossidi di ferro e alla proliferazione di batteri termofili, creano un contrasto spettacolare con il verde delle foreste circostanti.
💡 Consigli pratici:
- La passeggiata è brevissima e adatta a tutti, perfetta come introduzione alla geotermia del parco.
- ATTENZIONE! Evitate di uscire dai percorsi segnati: la crosta può cedere facilmente e il rischio di ustioni non è da sottovalutare!
📸 Tip fotografici:
- Migliori scatti in controluce, al mattino presto o nel tardo pomeriggio, per catturare i vapori che si sollevano dal terreno in modo suggestivo.



Emerald Lake: il primo specchio d’acqua turchese
⏳ Tempo di visita consigliato: 10-15 minuti
A “pochi tornanti” da Sulphur Works si trova Emerald Lake, un piccolo lago alpino dal colore verde intenso, perfetto per iniziare ad assaporare una delle tante particolarità del Parco: i laghi d’alta quota dalle acque cristalline! La superficie calma riflette i pendii e le foreste circostanti e regala un primo assaggio della varietà paesaggistica del Lassen.
📸 Tip fotografici:
- Le tonalità più vive si colgono a metà mattina.
- Perfetto per creare delle simmetrie meravigliose tra gli abeti che crescono sulle rive del lago e il loro riflesso!
💡 Secondo una recente indagine dell’USGS (United States Geological Survey), il territorio del Parco conta al suo interno ben 277 laghi o stagni d’alta quota!



Bumpass Hell Trail: il cuore geotermale del parco
⏳ Tempo totale di percorrenza: 1 h 30 min – 2 h
📏 Distanza: circa 4,8 km andata e ritorno
🏔️ Difficoltà: facile-moderato
Il Bumpass Hell Trail è senza dubbio la tappa più iconica del parco e merita un’attenzione speciale. Il sentiero conduce a un’area di passerelle che attraversano pozze di fango ribollente, laghi di un azzurro sfavillante ricolmi di acqua calda e “borbottanti” sorgenti sulfuree, il tutto condito da colori e “vapori” che sembrano quasi provenire da un altro pianeta.
Il toponimo “Bumpass Hell” deriva dal cognome di un ranger di fine Ottocento, Kendall Bumpass, che sperimentò sulla propria pelle l’estremo calore delle sorgenti del luogo, procurandosi scottature tali da costargli l’amputazione di una gamba!
Un vero e proprio “inferno”, insomma, ma di una bellezza tale da farvi rimanere scioccati e ammutoliti di fronte a questa rara scenografia naturale.


💡 Consigli utili:
- Il sentiero è chiuso per buona parte dell’anno, dopotutto ci troviamo nella zona più alta del Parco, a oltre duemila metri di quota, dove la neve può superare i 4-5 metri! Il percorso è fruibile, in genere, a partire dal mese di luglio fino alla fine di ottobre, ma è capitato che chiudesse negli ultimi giorni di settembre a causa di nevicate precoci! (noi ci siamo stati il 23 ottobre, in quello che era praticamente l’ultimo giorno di bel tempo prima di un’intensa perturbazione invernale!)
- Portate scarpe comode e tanta acqua: il percorso non è troppo difficoltoso ma è esposto al sole.
📸 Tip fotografici:
- Le passerelle permettono scatti grandangolari e prospettive interessanti.
- Meglio evitare le ore centrali se si vogliono catturare i vapori: al mattino o al tardo pomeriggio i contrasti sono più visibili.
- Quando percorrete il sentiero di ritorno, percorrete la breve variante del Frying Pan Trail, offre scorci interessantissimi e inediti sui laghi ribollenti!




Lake Helen: il blu glaciale ai piedi del Lassen Peak
⏳ Tempo di visita: 15 minuti
Dopo aver percorso il Bumpass Hell Trail, una sosta rigenerante (magari mangiando qualcosina, dato che si sarà fatta ora di pranzo) a Lake Helen è quasi obbligatoria. L’acqua qui assume un blu intensissimo, quasi glaciale, e non è raro trovare chiazze di neve ai suoi margini persino a luglio inoltrato o agosto. A queste quote, intorno ai 2.500 metri, il clima del Lassen Volcanic National Park cambia radicalmente rispetto alla zona d’ingresso: le temperature rimangono più basse durante tutto l’anno e le precipitazioni invernali sono tra le più abbondanti della California.
Il Lassen è infatti uno dei parchi con maggior innevamento dell’intero sistema dei National Park: in inverno il totale delle precipitazioni nevose può superare i 13-14 metri! Il record fu stabilito nel 1983, quando al suolo lo spessore del manto nevoso raggiunse addirittura gli 8,5 metri!
Le temperature invernali scendono con facilità sotto lo zero, mentre anche in estate le massime rimangono miti e il vento tende a essere costante. È proprio questa combinazione di altitudine, freddo e abbondanza di precipitazioni a regalare a Lake Helen il suo aspetto quasi nordico, con l’acqua gelida che riflette il profilo del Lassen Peak.
📸 Tip fotografici:
- Vista frontale dalla riva o dal bordo della strada per catturare la profondità del lago.
- Se presenti, i residui di neve creano un contrasto molto fotogenico con il blu intenso dell’acqua.
- Le giornate limpide esaltano i riflessi del Lassen Peak.
- La piccola area picnic sulla riva del lago è uno spot eccellente per fotografare da vicino i numerosissimi scoiattoli del Parco!


Kings Creek Meadow: la quiete del Lassen
⏳ Tempo di visita: 10–15 minuti
Il percorso prosegue verso Kings Creek Meadow, un ampio prato alpino attraversato da ruscelli cristallini e circondato da conifere. Qui il paesaggio cambia ancora: l’attività geotermale lascia spazio a un ambiente fresco, silenzioso e ricco di vita. In primavera e inizio estate, le praterie si riempiono di fiori selvatici, trasformando questa zona in uno dei punti più colorati del parco.
Tra le specie più comuni si possono osservare:
- Lupinus latifolius (lupino a foglia larga), con i suoi caratteristici fiori viola;
- Castilleja miniata (red paintbrush), dai vivaci toni rosso-arancio;
- Mimulus guttatus (mimolo giallo), dai bellissimi e insoliti fiori gialli;
- Aster alpini e margherite selvatiche, che punteggiano i bordi dei prati;
- Shooting star (Dodecatheon), delicati fiori rosa che emergono a inizio estate;
- Buttercup (ranuncolo), piccoli e brillanti, tra i primi a comparire dopo lo scioglimento della neve.
A seconda dell’altitudine e della quantità di neve accumulata durante l’inverno, la fioritura può durare da fine giugno a metà agosto, creando un contrasto spettacolare con il verde intenso dei prati, l’azzurro del cielo e la neve che ricopre il Reading Peak.


Devastated Area: la memoria dell’eruzione del 1915
⏳ Tempo di visita: 20–30 minuti
La Devastated Area è uno dei luoghi migliori del parco per comprendere davvero la portata dell’eruzione del Lassen Peak del 22 maggio 1915, uno degli eventi vulcanici più significativi del secolo scorso negli Stati Uniti. L’esplosione scagliò milioni di tonnellate di roccia verso nord-est, spazzando via boschi secolari, modellando intere vallate e depositando enormi blocchi di dacite a chilometri di distanza dal cratere.
Lungo il percorso si riconoscono alcuni elementi tipici del paesaggio post-eruttivo, quali:
- “Hot rocks”, massi vulcanici di grandi dimensioni trasportati dal flusso piroclastico;
- l’incredibile capacità di rigenerazione dell’ecosistema, con pini e arbusti che hanno ormai colonizzato nuovamente il territorio, dopo oltre un secolo di sforzi!
Quest’area è perfetta per vedere con i propri occhi come appare un ambiente segnato da un’eruzione recente, un raro esempio nel panorama dei parchi americani.
📸 Tip fotografici:
- La luce che filtra attraverso i giovani alberi crea dei bellissimi chiaroscuri con il tappeto di pigne che si viene a creare sotto di loro!
- Se visitate il Parco in piena estate, quando il Sole è più alto sull’orizzonte, potete godere di una fantastica prospettiva sul Lassen Peak incorniciato dalle conifere (a ottobre inoltrato il profilo della montagna appare invece troppo controluce!)

Summit Lake: gli animali del Lassen
⏳ Tempo di visita: 10-15 minuti
Oltre ad essere un luogo tranquillo dove sostare, Summit Lake è un piccolo ecosistema ricco di vita. Gli ambienti lacustri del Lassen ospitano diverse specie di animali, che si concentrano in queste zone durante la stagione calda.
Tra gli avvistamenti più comuni:
- Cervi mulo, spesso visibili all’alba o al tramonto mentre si abbeverano lungo le rive;
- Clark’s nutcracker, un uccello dal piumaggio grigio-nero legato ai pini cembri, molto facile da osservare sugli alberi vicini;
- American dipper, un piccolo uccello che “cammina” letteralmente con le zampe immerse nell’acqua, alla ricerca di insetti di cui cibarsi;
- Osprey (falco pescatore), che pattuglia regolarmente tutti i 277 laghi del parco;
- libellule e farfalle alpine, presenti in particolar modo nelle giornate limpide.
Tra i mammiferi più difficili da vedere, ma comunque presenti nella zona, ci sono le pine martens (martore americane) e occasionalmente i black bears, che però tendono a restare lontani dalle aree più frequentate.
🐹 Con un po’ di fortuna, nelle zone più rocciose e nei pressi dei talus (ghiaioni), si può incontrare anche il pika americano, un piccolo mammifero delle alte quote, simile a un incrocio tra un coniglio e un criceto. È estremamente veloce e timido, ma il suo richiamo acuto — quasi un fischio metallico — spesso ne tradisce la presenza anche quando non si lascia vedere.


Reflection Lake: un piccolo specchio d’acqua immerso nella foresta
⏳ Tempo di visita: 10-15 minuti
Il Reflection Lake è un frammento di quiete incastonato tra alberi ad alto fusto che si specchiano nell’acqua con una nitidezza sorprendente. Più che per la dimensione del lago — che è piuttosto contenuta — questo luogo colpisce per l’atmosfera: un corridoio naturale dominato dai profumi resinosi degli alberi e dai brillanti colori del muschio che ricopre i tronchi degli abeti.
Qui crescono alcune delle specie arboree più rappresentative delle quote intermedie del Lassen. Le più diffuse sono:
- Jeffrey Pine (Pinus jeffreyi)
Una delle conifere simbolo del parco. Il suo profumo caratteristico — una nota dolce che ricorda la vaniglia — emerge soprattutto nelle giornate calde. I tronchi, alti e diritti, creano una sorta di “colonnato naturale” che incornicia il lago. - Red Fir (Abies magnifica)
Presente soprattutto tra i 1.700 e i 2.500 metri, domina gran parte dei versanti nei pressi del Reflection Lake. La chioma conica e le tonalità di verde intenso la rendono una delle conifere più fotogeniche del parco. - Lodgepole Pine (Pinus contorta)
Più snello, spesso in gruppi compatti, cresce bene in terreni umidi e nelle vicinanze di corsi d’acqua. Contribuisce a creare quella sensazione di foresta fitta e silenziosa che caratterizza questa zona.
Con la sosta al Reflection Lake (o al vicino Manzanita Lake) si chiuderà probabilmente la vostra visita giornaliera del Lassen Volcanic National Park lungo la bellissima Scenic Highway.
Se però avete più tempo a disposizione, vi lasciamo nel prossimo paragrafo alcune zone da includere in un ipotetico secondo giorno di visita!



Altre cose da vedere nei dintorni del Lassen Volcanic National Park
Se avete più tempo a disposizione o desiderate esplorare zone meno frequentate del parco, l’area del Lassen offre alcuni luoghi davvero particolari, spesso ignorati da chi si limita alla Scenic Highway. Sono tappe che richiedono un po’ più di strada, ma ripagano con ambienti unici e un’atmosfera ancora più selvaggia.
Subway Cave Lava Tube
Nelle vicinanze dell’ingresso nord si trova il Subway Cave Lava Tube, un tunnel di lava lungo circa 400 metri, creato da un antico flusso basaltico solidificato all’esterno, mentre la lava continuava a scorrere all’interno. L’ambiente è immerso nel buio totale e mantiene una temperatura costante, fresca anche in piena estate: servono torce e un abbigliamento adeguato, ma l’esperienza è davvero memorabile.
💡 Lo sapete che potete ammirare un altro incredibile tunnel di lava molto più vicino a noi rispetto agli Stati Uniti? Stiamo parlando della Cueva de Los Verdes, nella splendida Lanzarote: date un’occhiata all’articolo che abbiamo scritto a riguardo!
Butte Lake
Più distante dagli itinerari principali, il Butte Lake è un lago remoto del Parco, letteralmente circondato da surreali paesaggi neri di lava solidificata. La strada per raggiungerlo è sterrata ma praticabile; una volta arrivati, il lago vi colpirà per le sue acque incredibilmente scure, le sue rive tranquille e le poche, pochissime persone!

Cinder Cone e Painted Dunes
Dalla zona di Butte Lake parte il sentiero — breve ma impegnativo — che porta al Cinder Cone, un perfetto cono vulcanico alto circa 230 metri. La salita su sabbia e lapilli richiede un po’ di fatica, ma dall’alto il panorama è tra i più sorprendenti dell’intero Lassen: un cratere quasi perfetto, le coloratissime Painted Dunes color ocra, rosso e arancio, e i campi di lava nera che si estendono per chilometri. È uno dei luoghi più affascinanti del parco e, allo stesso tempo, uno dei meno visitati.

Due parole dagli autori: perché il Lassen Volcanic National Park rimarrà nel vostro cuore
Quando abbiamo organizzato il nostro secondo viaggio in California, non avevamo ancora sentito parlare di questo Parco nazionale.
Durante l’autunno del 2023, il nostro itinerario ci aveva portato alla scoperta dei posti più visitati dello Stato (Yosemite, Sequoia e Kings Canyon, Joshua Tree, la Death Valley tra gli altri), e sentivamo quindi il bisogno di andare oltre, di esplorare un lato della California forse più intimo, che rispecchiasse la nostra voglia di approfondire la conoscenza di quella che ormai consideriamo una “seconda casa”.
Il Lassen Volcanic National Park ci ha offerto questa possibilità, e non ha tradito le nostre aspettative: complici la stagione ormai avanzata, le previsioni meteo non del tutto ottimistiche e lo shutdown governativo di ottobre 2025, abbiamo potuto esplorare le meraviglie naturali raggruppate lungo la Highway 89 immersi nella più totale (o quasi) solitudine.
Circondati dai tanti, tantissimi, animali selvatici che abbiamo potuto incontrare e da panorami incredibili frutto delle particolarità geologiche della zona, il nostro rapporto con il Parco si è spinto oltre rispetto a quanto sperimentato in precedenza.
Un legame, di certo, si è venuto a creare. Un legame che, sappiamo, ci riporterà inevitabilmente ai piedi del Lassen Peak, per assaporare ancora una volta l’aria densa di zolfo e riuscire a scorgere, chissà, il timido Pika americano.
Abbiamo creato diversi contenuti legati al Lassen Volcanic National Park: puoi scoprirli sul nostro profilo Instagram, ti basta premere il pulsante qui sotto!
